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popposoftPostato Lunedì 28 Maggio 2007 alle ore 3:59:15.
Categorie: Anticlericale, Società.
LETTERA AL PRESIDENTE DELLA CEI, MONS. ANGELO BAGNASCO ARCIVESCOVO DI GENOVA
Paolo Farinella ha inviato una lettera al suo vescovo, nonché Presidente della Cei privatamente e dando una settimana di tempo per un eventuale incontro di approfondimento. Non avendo avuto alcun riscontro si è sentito libero di renderla pubblica.
Sig. Presidente,
Il 12 maggio in piazza S. Giovanni a Roma al raduno organizzato dalla Presidenza della Cei attraverso le aggregazioni laicali cattoliche, è accaduto un fatto grave che come presidente dei Vescovi italiani non può lasciare senza risposta. Silvio Berlusconi, notoriamente divorziato e felicemente convivente, ha dichiarato che i cattolici coerenti non possono stare a sinistra, asserendo con questo che devono stare a destra, cioè con lui e con il suo liberismo che coincide sempre con i suoi interessi e mai col «bene comune».
Non è questa la sede per stabilire i confini di «destra» e «sinistra». Una sola annotazione: da tutta la letteratura documentale del magistero, da Leone XIII al «Compendio» pubblicato nel 2004 da Giovanni Paolo II, risalta che i programmi della «sinistra», presi nella loro globalità e alla luce della categoria dirimente del «bene comune o generale» sono molto più vicini alla «dottrina sociale della Chiesa» di quelli della «destra», che, al di là delle parole ossequiose e strumentali, sono la negazione di quella dottrina nei suoi principi essenziali (bene comune, democrazia, legalità, stato sociale, ecc.). Alcide De Gasperi, già negli anni ’50, definiva la DC «un partito di centro che guarda a sinistra».
Benedetto XVI ad Aparecida in Brasile ha detto che la scelta preferenziale dei poveri è costitutiva della Chiesa e ha dichiarato la fine del marxismo (forse intendeva dire del marxismo ideologico e storico come realizzato nel sovietismo) e il fallimento del capitalismo. Silvio Berlusconi è il rappresentante più retrivo del capitalismo speculativo e senza regole, appena condannato dal papa, perché egli adora un solo dio e ha una sola religione: il mercato. A condizione però che il mercato faccia gli interessi dei ricchi, i quali, si sa, sono capaci di sprazzi di «compassione» ed elargiscono elemosine ai poveri, magari davanti alla tv, conquistandosi anche il paradiso e risolvendo il rebus del cammello e della cruna dell’ago. Con le sue tv commerciali, egli guida e gestisce il degrado morale del nostro popolo, imponendo modelli e stili di vita che sono la negazione esplicita e totale di tutti i «valori» cristiani che il raduno del Family Day voleva affermare.
E’ notizia di oggi (14 maggio 2007) che Berlusconi ha comprato la società Endemol, la fabbrica del vacuo, dei grandi fratelli e del voyeurismo amorale e anti-famiglia che fornisce anche la tv di Stato che così viene ad essere, a livello di contenuti, totalmente nelle sue mani. Il conflitto di interessi ora è totale. La sua presenza ad un raduno di cattolici manifestanti a favore della famiglia è strutturalmente incompatibile. Egli non può stare nemmeno nei paraggi del cattolicesimo che di solito ossequia subdolamente e di cui si serve con qualsiasi strumento economico o di potere. Mi fa ottima compagnia P. Bartolomeo Sorge S.J. che ha dimostrato con ampia facoltà di prova sulla scorta del magistero ordinario nei memorabili editoriali di Aggiornamenti Sociali, l’incompatibilità del berlusconismo con la dottrina sociale della Chiesa e ancora di più con i principi esigenti del cristianesimo.
Un altro campione di famiglia cattolica, pontificante al raduno, fu il deputato Pierferdinando Casini. O tempora! O mores! Il 19 ottobre 2005, all’inaugurazione dell’anno accademico nella Università del Papa, la Lateranense, il Gran Cancelliere, Mons. Rino Fisichella, ebbe l’ardire di presentarlo come esempio di persona che «forte della sua esperienza trentennale di vita politica e sostenuto da una forte coscienza cristiana, può offrire a noi tutti un chiaro esempio di come la fede possa ispirare comportamenti politici liberi e coerenti nella ricerca del bene comune». Parole di un vescovo, Gran Cancelliere nell’Università del Papa, ad un cattolico praticante, divorziato e felicemente convivente con prole.
Tutto ciò crea disorientamento, scandalo e sconcerto nei cristiani che faticano ogni giorno a fare conciliare l’esigenza della fede con il peso delle situazioni della vita, a volte insopportabili. Ad un uomo divorziato che, di fronte a queste dichiarazioni, affermava il suo diritto di «fare la comunione», non ho potuto dare torto, perché non potevo contestare l’autorevolezza di un vescovo e Gran Cancelliere del Papa: ho dovuto dirgli che aveva ragione e che sulla coscienza e responsabilità di Mons. Fisichella, del deputato Pierferdinando Casini e di Silvio Berlusconi, divorziati e conviventi, paladini difensori della «famiglia tradizionale», dell’indissolubilità del matrimonio, poteva andare tranquillo. Rilevo di passaggio che sia Casini che Berlusconi, in quanto parlamentari, usufruiscono «già» per i loro conviventi di tutti i benefici che contestano al progetto di legge sui «DICO».
O la Chiesa è coerente fino allo spasimo, fino al martirio, sapendo distinguere i falsi profeti per difendere le pecorelle dal sopruso e dalla sudditanza di avventurieri senza scrupoli, o la Chiesa si riduce ad una lobby che intrallazza interessi materiali con chiunque può garantirglieli. E’ una questione «di verità» per usare un’espressione a lei cara. Sulla stampa (la Repubblica 14-05-2007, p. 9) all’interno di una intervista, mons. Giuseppe Anfossi, responsabile Cei per la famiglia, ha dichiarato che Berlusconi si assume la responsabilità di ciò che ha detto. Non parlava però a nome della Cei che, credo, abbia l’obbligo di fare chiarezza e prendere le distanze da simili individui che non fanno onore né alla chiesa, né alla politica (nella concezione espressa da Paolo VI), né al popolo italiano. Se non vi sarà una chiarificazione ufficiale da parte della presidenza della Cei resterà un «vulnus» che ne appannerà la credibilità.
Sulla stampa sono stati pubblicati i capitoli dell’8 per mille che hanno cofinanziato il raduno del Family Day, suscitando in larghi strati del popolo cattolico una reazione a devolvere altrove la quota della Chiesa, generando ancora una volta una scollatura più grande tra popolo di Dio e Gerarchia che ormai sembrano camminare su sentieri diversi. Mi auguro che lei abbia il coraggio necessario, adeguato alla situazione.
E’ mia intenzione nella giornata di lunedì 21 maggio 2007, rendere pubblica questa lettera di credente ferito che si dissocia dalle parole per nulla cristiane di Silvio Berlusconi e anche dal silenzio pesante della Presidenza della Cei. Nessuna pretesa, solo una testimonianza «nunc pro tunc».
Genova 14 maggio 2007
Paolo Farinella, prete
Fate. vobis… se ne accorgono persino i preti.
Tratto da italialaica.it
Postato Giovedì 4 Gennaio 2007 alle ore 3:32:55.
Categorie: Società.
Chi mi spiega perché la Postepay non funziona dalle 23:30 alle 6:30?
Tutto ciò è davvero frustrante, dio sfanculato per posta prioritaria.
Vorrei se possibile risposte esaurienti. A chi mi darà la risposta più soddisfacente darò un bacino sulla fronte.
Postato Martedì 26 Settembre 2006 alle ore 23:08:02.
Categorie: Anticlericale, Grossi problemi al cervello, Satira, Società, Televisione.
Tratto da un noto negozio online di dvd…

Quasi quasi mi viene voglia di fare un figlio per riempirgli il cervello, finché è bambino, con queste stronzate.
Che tristezza…
Postato Mercoledì 5 Luglio 2006 alle ore 1:08:03.
Categorie: Politica, Società, Sport.
Cavaliere, sarebbe anche ora che il tuo partito cambiasse nome.
E’ ora di riprenderci il nostro grido.
FORZA ITALIA!
Postato Martedì 6 Giugno 2006 alle ore 0:05:16.
Categorie: Altri Siti, Censura, Internet, Poker, Società, Televisione.
AAMS mangia bel bambino, AAMS, vieni qui che ti imbocchiamo bene, AAMS!
GNAMMS, fai AAAAAAMS, ma come è bravo questo bel bambino!
No non sto delirando, nè sto regredendo all’età prescolare.
Sto parlando, ancora una volta, dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, che ha lanciato da alcuni giorni una campagna indecente (non che fosse migliore la pubblicità del Superenalotto) su tv, giornali e internet.
Dal comunicato stampa della campagna pubblicltaria di AAMS:

La nuova campagna nasce dalla convinzione che per affermare sempre piu? il “Gioco Sicuro” non solo e? necessario perseverare nella forte azione di contrasto all’illegalita?, ma e? fondamentale continuare nell’opera di diffusione e divulgazione della nuova cultura del gioco, che metta ben in chiaro quali sono le opportunita? e i vantaggi per il giocatore e per la societa? giocando esclusivamente con i prodotti di gioco garantiti dallo Stato.
Che tradotto in italiano cosa significa?
- perseverare nella forte azione di contrasto all’illegalità: chi non paga la gabella non è visibile sul territorio italiano (non ho detto non esercita sul territorio italiano, ho detto proprio non è visibile) perché i siti non “legali” sono filtrati dai DNS degli ISP italiani, a causa di una legge finanziaria (l’ultima) assai discutibile che impone tra l’altro anche misure liberticide e censorie come questa.
Chi è “legale”? Chi lo decide? AAMS, naturalmente. Siamo veramente sicuri che questo meccanismo che sancisce l’ingresso nella “white list di stato” grazie al pagamento di un permesso assai costoso sia poi il vero discriminante tra legalità e illegalità?
Teoricamente esistono centinaia di siti inglesi, ed esteri in genere che sono più seri di alcuni siti in lista AAMS, ma per AAMS sono illegali.
- siti illegali: siti verso i quali le scommesse (o i versamenti di denaro in genere) non generano introiti per lo stato italiano. Automaticamente diventano siti illegali e l’accesso vi viene inibito per legge. (la Cina è vicina). Esattamente come se vi vietassero di recarvi a Montecarlo, perché c’è il casinò, anche se vi volete fare un giro per i cazzi vostri per il principato.
- diffusione e divulgazione della nuova cultura del gioco: il casinò on line è cattivo, però le slot machine di stato sono buone. Perché hanno eliminato le slot machine e i videopoker cattivi. E intanto hanno percentuali di payout scandalosamente basse, a tal punto che i videopoker taroccati ad hoc si piegano in due dalle risate.
I videopoker sono una piaga per alcune famiglie. Come pensa di combatterli lo Stato? Mettendone dei nuovi, a norma di legge, che pagano meno, che impiegano più secondi per dirti che hai perso e che a fine giornata ti ha comunque preso la cifra che avresti giocato al vecchio videopoker, ma a norma di legge. Sorridi! Sei su AAMS! Non sei felice di giocare a norma di legge? “Con AAMS, giochi e ti diverti in sicurezza.”
- che metta ben in chiaro quali sono le opportunita? e i vantaggi per il giocatore e per la società giocando esclusivamente con i prodotti di gioco garantiti dallo Stato: I gratta e vinci sono giochi buoni. Le sale bingo sono luoghi allegri e sicuri. Aumentare le estrazioni del lotto e del superenalotto a tre volte alla settimana è buono, così la gente si può vendere la casa, mettere nelle mani degli strozzini e suicidare con i jackpot di stato.
Piccola digressione sui “vantaggi del giocatore e per la società”; prendiamo due giochi diffusissimi: il Lotto e la Roulette.
I principi matematici che regolano questi giochi sono molto semplici:
Lotto: 90 numeri, 5 estrazioni.
Roulette: 36 numeri (più lo 0), una estrazione.
Se mi gioco al lotto un numero secco su una ruota qualsiasi ho quindi 1/18 di probabilità che esca. Lo Stato, se il gioco fosse equo, dovrebbe quindi pagarmi 18 volte, ma mi paga 11 volte. Se mi gioco un numero secco alla roulette ho 1/37 probabilità che esca. La casa da gioco mi paga 36 volte.
Mi pare ovvio che siamo di fronte a due casi di gioco non equo (vi rimando a google se non capite quello che sto dicendo), ma riuscite a intuire quanti soldi mangia lo stato con il lotto e quale sia, invece, il margine di guadagno per la casa da gioco della roulette?
Le probabilità che esca un numero quindi sono pari a 0,027, e se vinco vengo pagato come se la probabilità fosse 1/36 (0.028). La differenza in probabilità quindi (che è il guadagno netto della casa da gioco) è minore dello 0,001.
Al lotto ho la probabilità di beccare un numero pari a 0,056, ma vengo pagato come se la probabilità fosse 1/11 (con una differenza ben maggiore, pari a 0,035).
Vogliamo fare il caso della quaterna? (1/511037, praticamente 0) Vengo pagato 12000 volte contro più di 500000. La “trattenuta” sulla mia vincita supera quindi ben oltre il 95%.
Non mi erigo nè a paladino della giustizia, nè tantomeno a difensore dei giochi d’azzardo, ma l’alone di ipocrisia alzato da queste campagne statali mi fa vomitare. Sono ben cosciente che la gente si rovina con i giochi da casinò e con le scommesse su cavalli o altro, ma che lo Stato mi dica che se gioco esclusivamente ai suoi giochi (bella forza, sono obbligato per legge) sono tutelato e mi diverto in totale sicurezza, passatemi il termine, ma la ritengo una enorme presa per il culo e vi dirò di più, lo prendo come un enorme insulto all’intelligenza della Nazione.
Sarebbe stupido in maniera ancor più eclatante se io vi dicessi di boicottare i giochi AAMS, non ha senso una cosa del genere, ma è per questo, forse, che da qualche tempo mi sono buttato sul poker all’americana (figuriamoci, il diavolo per AAMS), dove c’è una componente di azzardo, ma in una misura talmente piccola che in alcuni posti nel mondo è considerato gioco di abilità (illegale.. buuuuuuuu’ arriva l’uomo nero con le maschere da coniglio a fregarti tutti i soldi). La specialità che più mi ha colpito è il Texas Hold’em, che da qualche tempo ha fatto capolino nelle televisioni del nostro paese (grazie Sportitalia!).
Qualche tempo fa, in epoca di attuazione della legge finanziaria, linkai il sito assopoker.com che prendeva una posizione netta nei confronti della censura di stato.
Da allora molto è cambiato. Chi vuole giocare gioca ancora (oh, i DNS sono poi così difficili da configurare), chi non riesce a giocare è costretto a informarsi, e probabilmente almeno una volta nella sua vita avrà usato quel cazzo di Google e avrà incontrato un articolo che spiegava i motivi del NO all’opera censoria di AAMS, e proprio oggi è terminato il primo campionato italiano di Texas Hold’em a San Remo.
Toh, questa è grossa. L’abbiamo scoperto anche noi questo gioco meraviglioso.
Devo tributare un enorme grazie alle persone che con la loro testardaggine sono riuscite a smuovere un po’ le acque, e probabilmente saranno in molti i frequentatori di assopoker.com. (ok l’italiano non è il mio forte, ma sta frase mi piace così com’è, ok?)

Con molta ironia uno dei gestori del sito ha ideato questo bellissimo banner. Era da un po’ di mesi che ristagnava nel mio computer. L’avrei dovuto pubblicare molto tempo fa, ma fortunatamente ho trovato l’occasione ora per farvelo vedere.
Si stanno aprendo a macchia d’olio delle associazioni che ospiteranno dei tornei in tutte le più importanti città di Italia. Le associazioni hanno come scopo la promozione del gioco come sport, esattamente come possono essere organizzati tornei di playstation.
Io non cerco di convincere nessuno, vi spingo solo ad usare la vostra testa. La prossima volta che andrete in ricevitoria a giocare una schedina di qualsivoglia gioco, ripensate a quello che vi ho detto con questo post. Scoprirete che il gioco d’azzardo di stato è una attività maggiormente lucrativa di quello che potete immaginare. Scoprirete che informarsi e parlare anche di questi temi, nei forum di una comunità come assopoker, ad esempio, vi aprirà degli orizzonti nuovi. E come sempre, buon divertimento.
Postato Lunedì 22 Maggio 2006 alle ore 13:09:52.
Categorie: Anticlericale, Società.
e ti fa dire e fare cose stupide. Non pensavo fosse possibile una cosa del genere, eppure…
Riporto una notizia apparsa ieri sul Giornale (chiaramente notate il taglio con cui viene data la notizia, e questo mi fa ancora più incazzare)
A LEZIONE DI ISLAM PRIMA DELLA COMUNIONE
Polemica a Imperia per la presenza del leader musulmano Piccardo in classe. E la quarta elementare va in gita scolastica alla moschea.
Diego Pistacchi
Tanti anni di catechismo, e alla vigilia della prima comunione, i bambini della quarta elementare vanno in gita alla moschea. Tante polemiche sulla presenza del crocefisso nelle scuole per non urtare la sensibilità degli alunni di altre religioni e durante l’ora di inglese i bambini seguono gli insegnamenti del segretario nazionale dell’Unione comunità musulmane d’Italia. La polemica esplode. Inevitabile. L’epicentro del terremoto è in provincia di Imperia, a Pontedassio. I genitori si ribellano, scrivono al dirigente scolastico e a quello che un tempo si chiamava il provveditore agli studi. Non ci stanno, anche perché le prime risposte fornite dall’insegnante non li convince.
Tutto inizia il 20 aprile, con l’arrivo nella quarta elementare di Pontedassio di Roberto Hamza Piccardo, il leader islamico già finito al centro di una feroce polemica per alcune sue dichiarazioni che non condannavano un brutale omicidio firmato da Hamas in Israele.
Il segretario e fondatore dell’Ucoii è stato invitato dalla maestra e dall’insegnante di religione a intervenire in classe per spiegare cos’è l’Islam. Invito ovviamente accolto, specie in considerazione del fatto che ora nelle scuole non si parla più di ora di religione ma di insegnamento della storia delle religioni. Il problema che però fa sobbalzare i genitori è che il fatto l’iniziativa non sia stata in alcun modo concordata con i genitori, che la maestra non abbia preavvertito le famiglie, e che Piccardo sia intervenuto in un’ora riservata alle lezioni di inglese.
Tutto quanto accaduto in classe viene appreso dai genitori direttamente dal racconto dei bambini. Che spiegano come sia stato anche mostrato loro il modo di pregare degli islamici. «Si tratta di una cosa gravissima, specie perché hanno indotto dei bambini a pregare secondo i riti di una religione non loro - tuona Gabriele Saldo, consigliere regionale di Forza Italia, appena appreso della polemica -. Sono favorevole alla tolleranza, ma cose di questo tipo non le possiamo accettare, perché queste io le chiamo violenze nei confronti dei nostri bambini». Le famiglie hanno anche chiesto spiegazioni all’insegnante, ma si sono sentiti rispondere che non c’era tempo per avvertire di questa iniziativa e neppure per darne comunicazione sui diari.
Ma l’avvicinamento dei bambini della quarta elementare con la religione islamica non si è conclusa con la visita di Piccardo a scuola. Perché il 12 maggio la stessa classe è stata accompagnata a visitare la moschea di Imperia, sempre insieme al segretario dell’Ucoii. Che, da parte sua, respinge al mittente le accuse. E non si capacita delle critiche. «Mi fa specie questa polemica, è incredibile proprio mentre si parla tanto della tolleranza - ribatte Piccardo -. Invitato a farlo, sono andato in una classe e ho parlato per un’oretta con i bambini. Ho toccato tre temi, quelli della fratellanza, della pace e della solidarietà. Poi l’insegnante ha chiesto se era possibile mostrare ai bambini la moschea di Imperia e naturalmente ho dato la massima disponibilità».
Ma l’idea di far pregare i bambini secondo il rito islamico? «Assolutamente no - assicura il leader musulmano -. In classe mi hanno chiesto di mostrare come si fa a pregare. C’erano tre bambini di fede islamica e ho chiesto a una di loro se voleva far vedere ai compagni una preghiera. Lei non voleva e allora io stesso ho mostrato il rito. Nessun bambino cattolico è stato costretto a pregare come un musulmano. Tra l’altro tutto si è svolto in un clima giocoso, senza eccessiva serietà. Questa è una cosa paranoica, proprio mentre si vuole andare verso il dialogo tra le religioni. Anche alla moschea poi, non c’è stato nulla di strano, oltre alle insegnanti era presente una mamma».
Difesa che non soddisfa chi invece vuole andare a fondo della vicenda. Gabriele Saldo non si fida, soprattutto ricordando le polemiche passate che avevano coinvolto Roberto Hamza Piccardo. «Magdi Allam, nel suo libro “Vincere la paura” lo indica chiaramente come vicino a movimenti terroristici (e la citazione ha per la verità dato origine a una querela per diffamazione da parte di Piccardo nei confronti del vicedirettore del Corriere della Sera, ndr) - ricorda il consigliere regionale azzurro -. Il suo passato di attivista di estrema sinistra è noto, neppure Bertinotti lo ha voluto nella sua lista». Il riferimento di Saldo è anche all’appello lanciato in favore del voto ai Comunisti italiani per le elezioni politiche appena trascorse, e a un duro attacco portato da Shaykh Abdul Hado Palazzi, segretario dell’Assemblea musulmana d’Italia, nei confronti del fondatore dell’Ucoii. «Diliberto e Bertinotti - scrive Palazzi - che pure candidano personaggi del calibro di Luxuria e Caruso, non se la sono sentita di candidare nelle loro fila un personaggio come Piccardo, noto alle cronache per aver fatto l’apologia del terrorismo suicida, per avere negato a Israele il diritto di esistere dalle pagine di Panorama e di aver aderito al famigerato Campo Antimperialista, l’organizzazione che ha lanciato la colletta a favore dei terroristi iracheni». Parole che hanno lasciato il segno. «Parole che spiegano chi è andato a parlare ai nostri bambini», chiosa il consigliere Saldo.
Il buon Pelodia trae questa conclusione: Un’Italia che compra giornali in cui una notizia del genere è presentata come scandalosa è un’Italia di “cui ci si può tranquillamente vergognare” (anche se l’eufemismo usato era palesemente differente).
E io non posso che essere d’accordo con lui.
D’altronde siamo il paese in cui si brucia in piazza il Codice da Vinci e in cui in alcune città si vieta la proiezione di quel film.

Riporto dalla Repubblica
CECCANO (Frosinone) - Sabato alle 12 in piazza del Municipio a Ceccano - paese portato recentemente alla ribalta da uno dei concorrenti dell’ultimo Grande Fratello, Fabiano Reffe (che nel corso del programma ha rivendicato sempre e orgogliosamente le sue origini ciociare) - nel corso di una manifestazione pubblica, sarà bruciata una copia del libro Il Codice da Vinci, giudicato «un volume blasfemo che offende gravemente Gesù Cristo».
«LIBRO BLASFEMO» - L’iniziativa è stata assunta da un comitato civico coordinato dai consiglieri comunali di minoranza Stefano Gizzi della Democrazia cristiana e Massimo Ruspandini di Alleanza nazionale. I promotori della manifestazione, in una nota, segnalano la necessità che «i cristiani reagiscano con forza e convinzione a questo orribile attacco alla persona santissima di Gesù Cristo» e denunciano il «tentativo operato dal libro e dal film di negare alla radice, con menzogne spudorate, i dogmi della nostra fede, riducendo il messaggio cristiano ad un thriller hollywoodiano».
«MESSAGGIO PESTIFERO» - La pubblica manifestazione di Ceccano, con la messa al rogo del libro di Dan Brown, vuole rifiutare il «messaggio pestifero che viene dal mondo del cinema, secondo cui si possono far soldi - e molti - oltraggiando Dio e la Sua santissima vita con calunnie irrepetibili».
E’ un thriller non un documentario. La chiesa ha perso l’ennesima occasione per dire qualcosa di intelligente smentendo questi poveracci. Spacciare dell’indottrinamento come “la propria pacata e civile opinione” poi porta a conseguenze come quelle della foto.
E questa è la mia non pacata, incivilissima opinione, da persona che ragiona con la propria testa, e non con quella del gerarca (parola che peraltro è valida in tutti i suoi significati).
Buon proseguimento di vita a tutti.
Postato Martedì 11 Aprile 2006 alle ore 15:27:41.
Categorie: Politica, Satira, Società.
Io non capisco perché Provenzano sì e Berlusconi no.
Postato Mercoledì 5 Aprile 2006 alle ore 15:58:27.
Categorie: Apple, Politica, Satira, Società.
Molto Mac Style, molto trendy.
Grazie Silvio.
Postato Lunedì 27 Marzo 2006 alle ore 21:17:48.
Categorie: Anticlericale, My Blog, Politica, Pubblicità, Società, Televisione.
L’ha fatto il Corriere della Sera, perché non lo posso fare anche io?
Io mi schiero!

Postato Venerdì 24 Marzo 2006 alle ore 12:50:13.
Categorie: Satira, Società, Vignette.

grazie a http://lamerotanti.com/ dal quale ho rubato l’immagine

Dà fastidio la satira, eh?
Postato Giovedì 16 Febbraio 2006 alle ore 14:00:05.
Categorie: Calcio, Censura, Internet, My Blog, Petizioni, Politica, Società.
Scriviamo questo post in modalità cross-blog. Questo significa che può essere trovato in forma identica in altri blog; il vantaggio è che l’articolo è a disposizione per un pubblico più vasto.
Abbiamo deciso di attuare questo tipo di iniziativa proprio per avere più lettori possibile, infatti l’argomento è delicato e sentiamo la necessità di sensibilizzare quanta più gente possibile.
Inizialmente questo post doveva parlare della vicenda calciolibero.com e coolstreaming.it
Tutto è nato quando Sky si è accorta dell’esistenza dei due siti in questione, che mettevano a disposizione degli utenti una lista di link a siti stranieri (anche cinesi) dai quali è possibile vedere in streaming alcune partite di calcio di serie A e centinaia di altri eventi sportivi europei e mondiali. Ovviamente Sky è insorta per un presunto furto di quello per cui aveva pagato, di conseguenza ha fatto un esposto alla Guardia di Finanza, che ha inizialmente sequestrato i due siti.
Rendendosi conto dell’inutilità dell’operazione (coolstreaming.it ha riaperto quasi subito cambiando il dominio in .us) i giornali hanno cominciato a spargere la voce che la Guardia di Finanza avesse già ottenuto i permessi dai giudici per trovare in fretta una seconda soluzione al problema: il blocco degli indirizzi IP stranieri dai quali si usufruiva dei filmati. Questo ottenuto tramite l’”aiuto” degli ISP (Internet Service Provider) italiani che avrebbero dovuto quindi impostare dei filtri su quegli IP specifici.
Risultato: non è mai stato chiaro se dall’Italia fosse ancora possibile raggiungere quei server sui servizi p2p offerti. Lo streaming pare andare ancora però. Sembra, inoltre, che i filtri su questi IP siano a discrezione dell’ISP.
Non c’è infatti alcuna legge della Repubblica Italiana che permetta uno scempio del genere. I siti sequestrati sono stati accusati di violazione dell’articolo 171 comma 1 lettera a bis) della legge 633/41 e successive modifiche e integrazioni.

È notizia recente che i due siti sono stati finalmente dissequestrati. Forse la Guardia di Finanza si è accorta di aver agito in maniera preventiva senza aver letto il codice penale. Forse.
Se volete approfondire il discorso leggetevi queste interviste che, a nostro parere, hanno avuto pochissimo risalto nei giorni scorsi, forse nullo, guarda caso.
* Intervista a “SmAiL” collaboratore del sito Coolstreaming.it
* Diritti tv, se è Grillo a censurare Sky… Dietro le quinte il comico incontra il fondatore di calciolibero.com
Sin qui il nostro attivismo potrebbe essere considerato come privo di senso, perché non si basa su dati di fatto. In attesa di conoscere i risvolti di questa vicenda, andiamo avanti.
Il 23 gennaio 2006 la Camera dei Deputati ha definitivamente approvato il testo di legge che segue, ad oggi ancora non in vigore: “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo INTERNET”
Crediamo di trovare il consenso di tutti se diciamo che l’abuso sessuale sui bambini è uno dei crimini più odiosi che l’uomo possa commettere; eppure questa legge (PDF) non ci convince.
ART. 4.1. Dopo l’articolo 600-quater del codice penale, come sostituito dall’articolo 3 della presente legge, è inserito il seguente:
ART. 600-quater. 1. (Pornografia virtuale). Le disposizioni di cui agli articoli 600-ter e 600-quater si applicano anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse, ma la pena è diminuita di un terzo.
Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali.
e ancora
ART. 14-quater. - (Utilizzo di strumenti tecnici per impedire l’accesso ai siti che diffondono materiale pedopornografico) -1. I fornitori di connettività alla rete INTERNET, al fine di impedire l’accesso ai siti segnalati dal Centro, sono obbligati ad utilizzare gli strumenti di filtraggio e le relative soluzioni tecnologiche conformi ai requisiti individuati con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro per l’innovazione e le tecnologie e sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei fornitori di connettività della rete INTERNET. Con il medesimo decreto viene altresì indicato il termine entro il quale i fornitori di connettività alla rete INTERNET devono dotarsi degli strumenti di filtraggio.
Quindi lo Stato combatte la pedofilia a monte, impedendo di fatto, con una censura, la visione di suddetto materiale.
Tra l’altro secondo questo testo diventa automaticamente punita anche la presunzione di reato e non è prevista la pubblicazione, su qualsivoglia mezzo, degli elenchi di indirizzi IP filtrati.
Un paese civile potrebbe agire così: imporre la chiusura dei siti su cui si ha il potere di farlo (es: domini.it) e chiedere le rogatorie internazionali per denunciare i siti esteri che sfruttano la pornografia infantile. La pedofilia, con questa legge imprecisa e scritta in fretta, diventa quindi una “scusa” per poter imporre i filtri di stato in stile cinese: il popolo è tutelato, le proteste sono soffocate dentro una nube di paura, ignoranza e miopia: “in qualche modo bisogna pur limitare la diffusione del pedo-porno”, “non vuoi che blocchino i siti dei pedofili?”.
Questa antipedofilia “idiota” è forse peggio della pedofilia stessa.
Dobbiamo cercare di capire, e fare capire, che qualsiasi filtro (buono o cattivo che sia) è una limitazione della nostra libertà come cittadini di uno stato democratico, che lo stato non può decidere per noi cosa possiamo vedere e cosa no, che lo stato non può proporci una sua visione morale con la repressione. La pedofilia andrebbe colpita con la cultura, non con la repressione. La stragrande maggioranza delle persone non ha perversioni pedofile, ed è ingiusto subire una limitazione delle nostre libertà solo perché lo Stato non è capace di arginare e di punire i veri criminali. E’ brutto dirlo, ma ribadiamo: in questo modo la pedofilia è solo un pretesto per introdurre altri tipi di censura. E se non lo è, potrbbe diventarlo.
Non siete d’accordo? Allora diteci perché il Ministero delle Finanze, proprio qualche giorno fa, ha decretato altri filtri che colpiscono il gioco d’azzardo, in questo caso almeno hanno reso pubblica la lista degli indirizzi non raggiungibili dall’italia (PDF).
Anche in questo caso, in una prima analisi, siamo tutti d’accordo che il gioco d’azzardo è illegale in Italia. Ma stavolta se hai l’autorizzazione dello Stato si può fare. Ecco l’inghippo. Stavolta vi è chiaro il quadro?
La verità consiste nella tutela dell’interesse economico italiano e non, come annunciato dal direttore dell’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), per tutelare i cittadini che comunque saranno ancora liberissimi di rovinarsi con il 53 su Venezia. Scrive AssoPoker: “Quindi lo Stato oscura i siti di scommesse per tutelarci e salvaguardarci… Un po’ come alcuni popoli africani che praticano l’infibulazione per tutelare le loro donne da eventuali orgasmi da infarto.”
Queste azioni non si sognerebbero mai di farle su altri media. La popolazione italiana è insorta solo perchè Mediaset ha deciso di trasmettere Il Grande Fratello 6 solo su digitale terrestre. Internet è ancora piccola in Italia, il blog più visitato è quello di Beppe Grillo, con 150mila accessi giornalieri (circa). Vi sembrano tanti? Forse no, se confrontati agli 800mila spettatori di un programma serale di La7.
Non abbiamo i numeri, dobbiamo fare capire agli altri il problema che stiamo correndo. Può andare veloce quanto vuole Valentino Rossi, ma su Internet se le cose vanno avanti così, ci si troverà davanti sempre più muri…
Come se non bastasse questi colpi bassi arrivano a legislatura finita, sotto il silenzio totale di televisioni e giornali, troppo occupati nel descrivere i litigi dei politicanti in campagna elettorale.
Cosa possiamo fare, quindi? Alcune iniziative sono già nate, e suggeriamo di aderire a queste, ma anche di fare girare queste informazioni, perché la gente deve sapere.
* Tunisi Mon Amour - Per una Carta dei Diritti della Rete
* Petizione contro blocco IP con mail ai provider
Se vi state chiedendo se esiste una soluzione per aggirare queste censure, potete cominciare ad usare Tor o ad usare i Proxy stranieri. È anche lo stesso sistema usato in Cina per aggirare i filtri statali. (ora non vi scandalizza più il paragone con la Cina, vero?)
E’ importante informarsi. Sopportare questi soprusi ci porterà ad accettare via via sempre più limitazioni alle nostre libertà.
Dai nostri blog
* http://www.popposoft.it/category/censura/
* http://loman.it/in_italia_come_in_cina_censura_dei_server_forestieri
Dagli altri blog
* http://sostenibile.blogosfere.it/2006/01/cartellino_ross.html
* http://www.beppegrillo.it/2006/01/fate_skyfo.html
* http://www.downloadblog.it/post/1359/coolstreaming-risorto-si-autoregolamenta-p2ptv-iptv-calcio
* http://www.downloadblog.it/post/1405/coolstreaming-e-calciolibero-dissequestrati
* http://www.lastknight.com/2006/02/13/censura-11-dopo-sky-offline-i-siti-di-gioco-di-azzardo/
Dai giornali e dagli altri organi di informazione
* http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo294350.shtml
* http://punto-informatico.it/p.asp?i=57857&r=PI
* http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/
2006/02_Febbraio/13/giochivietati.shtml
Cosa dicono dell’Italia all’estero
* Il rapporto 2004 della Freedom House (dal 2004 l’Italia è stato retrocesso da paese libero a paese parzialmente libero per quanto riguarda la libertà di stampa)
* Il rapporto 2005 della Freedom House
Inoltre vi ricordiamo che questo post puo essere letto sui seguenti blog:
* post_cross-blog su loman.it
* post_cross-blog su popposoft.it
Se anche tu hai un blog, ti interessa l’argomento e vuoi inserire questo post, puoi tranquillamente copiare e incollare il testo e segnalare il trackback su questo post. Se vuoi apportare delle modifiche ti prego di segnalarcele, decideremo insieme quali apportare.
Postato Mercoledì 1 Febbraio 2006 alle ore 13:59:12.
Categorie: Altri Blogs, Internet, Società, Vita vissuta.
Sottotitolo: Stronzi di cane - niente di più, niente di meno
E’ questo il titolo che ci porta nel fantastico mondo della merda.
Navigando nella immensa rete mi sono trovato a contatto con questo blog che parla della mia città, Bologna, in maniera diversa.
Tutto bello? Tutto gioioso? Tutto trombette e divertimento?
No, è tutto pieno di merda.
Il blog si trova all’indirizzo http://deiezionicanine.splinder.com/
Anche io voglio supportare la loro iniziativa.
Grazie agli autori del blog. Rendiamo Bologna una città più pulita. Se hai un cane, non lasciare che il tuo animale ti lasci sul marciapiede.
Postato Lunedì 30 Gennaio 2006 alle ore 18:08:09.
Categorie: Calcio, Censura, Internet, Politica, Radio, Società, Televisione.
Sotto il silenzio totale di giornali, televisioni, ma quel che è peggio anche di blog e quotidiani online sta per accadere la più grossa ingiustizia che l’Italia possa mai concepire.
Da alcuni giorni sono stati chiusi alcuni siti internet che fornivano indicazioni e link per vedere sul proprio personal computer partite di calcio del campionato italiano di Serie A.
Tutto parte dalla denuncia di Sky Italia, la piattaforma satellitare che detiene alcuni diritti per la visione delle partite.
www.calciolibero.com e www.coolstreaming.it sono sotto indagine della Guardia di Finanza e sono stati oscurati.
Già questo dovrebbe scandalizzarci, ma non basta.
Lo stato italiano sta imponendo ai provider il filtro degli indirizzi IP cinesi che trasmettono le partite.
Non afferrate il problema?
Le pagine sequestrate fornivano solo ed esclusivamente l’informazione necessaria per potersi collegare a queste televisioni cinesi che trasmettono in streaming su Internet tramite alcuni software.
Questi software si basano sulla tecnologia p2p (peer to peer). Non soltanto sono perfettamente legali, ma non compiono nessun atto “pirata”, come i giornali volevano farci credere.
Non viene in alcun modo piratato il segnale di Sky, viene semplicemente ritrasmesso il segnale legalmente acquistato dalle televisioni cinesi (probabilmente però i diritti consentirebbero la ritrasmissione in streaming per il solo suolo cinese).
Se CCTV5 (emittente cinese) effettua lo streaming sul suolo cinese non commette nessun reato. Se qualche ditta “esporta” lo streaming con questi software p2p e commette un reato allora Sky dovrebbe pretendere che i cinesi blocchino i segnali che non hanno diritto di trasmettere nel mondo.
La cosa indecente è che da un anno SKY è fuorilegge, da quando ha imposto i suoi decoder che utilizzano una codifica proprietaria vietando di fatto la libera concorrenza sulla produzione dei dedoder.
Sky (che è un semplice privato, vorrei ricordarlo) non può e non si deve permettere di usare la Guardia di Finanza per oscurare a prescindere alcuni indirizzi IP tramite la rete Internet italiana.
Lo Stato Italiano, sempre più servo degli interessi delle multinazionali si piega al volere di Sky, che pretende di risolvere il problema al contrario.
Oscura dall’Italia, mentre dovrebbe rivalersi sulle televisioni cinesi.
Questa è una limitazione della nostra libertà, è palese. Se io ad esempio volessi vedere gli altri contenuti perfettamente legali delle televisioni cinesi? Ci sono tanti altri eventi sportivi interessanti, mica solo le partite di calcio italiane, non credete?
E perché questo non accade in Germania o in Francia? E’ una cosa che non va permessa, neppure in attesa di risolvere l’illecito. E’ un precedente pericolosissimo. Mi intristisce notare che non se ne afferri l’importanza. Non possono impedirci di vedere queste cose. La censura è sbagliata a prescindere. Ancor peggio se è preventiva.
Inoltre è una soluzione assolutamente aggirabile, tramite alcuni proxy. Per le questioni tecniche necessarie per scavalcare queste censure vi rimando ai motori di ricerca. Non è nelle mie intenzioni fare un articolo per soli esperti in informatica. Ripeto: divulgare l’informazione dell’esistenza di un meccanismo per ricevere uno streaming è cosa perfettamente legale e già l’oscuramento di due siti dovrebbe bastarci per scandalizzarci, ma invece no. Siamo italiani e subiamo tutti giorni questo ed altro. Nemmeno la censura preventiva ci scandalizza più.
Sapete perché Sky preferisce far così? E’ ovvio, se andasse dai cinesi a fare loro un culo così (come meriterebbero, se una cosa è illegale, è illegale, non difendo chi commette un reato) perderebbe un sacco di soldi e indirettamente una gran fetta di mercato.
Le partite italiane vengono trasmesse dall’Italia? I cinesi le ritrasmettono a sbafo? Cara Sky, smetti di trasmetterle in Cina. E’ così semplice…
Così invece Sky si tiene i soldi dei cinesi, mentre i suoi interessi vengono tutelati usando la Guardia di Finanza (che è pagata dai contribuenti) ed i provider (che scaricheranno i costi dei filtri sui loro utenti).
Domenica pomeriggio, un maggiore della GdF intervistato in una trasmissione del servizio pubblico Radio Rai 2, ha affermato che i filtri preventivi sono cosa buona e giusta.
Sollecito i conduttori della trasmissione Catersport ad alzare la voce, e ad approfondire il loro punto di vista sulla questione che è di importanza vitale per uno stato democratico.
Anche Beppe Grillo, tramite il suo blog www.beppegrillo.it ha sollevato il problema, ma a mio avviso non ha centrato il bersaglio grosso.
Non porre l’attenzione sul problema dei filtri che lo Stato vorrebbe imporre ai provider italiani è un errore e spero che quanto prima anche Grillo alzi la voce su questo problema, in maniera seria, completando l’informazione che ha dato a metà.
Ci fa tanto schifo la dittatura cinese, quando invece non ci accorgiamo che ce l’abbiamo già in casa nostra. Ci siamo già in Cina.
Alziamo la voce. E’ ancora un nostro diritto.
Grazie a Ramesse per il contributo
Postato Domenica 29 Gennaio 2006 alle ore 16:50:53.
Categorie: Società, Televisione.
Chi non ha mai sognato di vedere una esilarante sit-com giapponese?
In stile americano?
Da oggi potrete vedere realizzato questo vostro desiderio.
Se non capite il testo, leggete i sottotitoli.
Visualizza il filmato (Una allegra famigliola giapponese - Codec: H.264 - 26,2 MB) oppure scarica il filmato
Postato Venerdì 23 Dicembre 2005 alle ore 1:52:53.
Categorie: Censura, Internet, Politica, Società.
Cito da http://punto-informatico.it/p.asp?i=56927&r=PI
L’Italia blocca l’accesso a certi siti
Sono quelli dei casinò online non autorizzati: lo prevede la Finanziaria, che impone ai provider italiani di impedire ai cittadini del nostro paese di accedere a gran parte dei siti delle scommesseRoma - Lo Stato genitore e nume tutelare fa capolino anche nella Finanziaria 2006 in via di approvazione proprio in queste ore: la nuova normativa prevede infatti che, per impedire che gli italiani spendano denaro sui casinò online gestiti in molti diversi paesi, sia necessario impedire loro tout-court di accedere a quei siti.Due sono gli obiettivi perseguiti dai promotori della censura sui casinò: da un lato tutelare il monopolio sul gioco d’azzardo che in Italia è in mano allo Stato e a pochi concessionari autorizzati, dall’altro poter dire di voler proteggere chi ha la scommessa facile e rischia di rovinarsi al gioco.
Ma non è solo questo, perché il provvedimento intende colpire anche coloro che promuovono l’accesso ai siti web dei casinò online non autorizzati dallo Stato. Stando a quanto previsto dal maxiemendamento della Finanziaria dove compaiono queste novità, infatti, i provider italiani saranno responsabili di “inibire l’utilizzazione delle reti” alle attività che promuovono giochi d’azzardo e scommesse non autorizzati. Per loro ci sono multe comprese tra i 30 e il 180 mila euro in caso di violazione.
Inutile dire che tutto questo, come riportava qualche giorno fa il TgCom, ha spinto le società delle scommesse europee (riunite nella EBA e nella RGA) a protestare contro il blocco.
“È la prima volta - ha dichiarato a Punto Informatico un operatore web che ha preferito rimanere anonimo - che il Governo ricorre al blocco dell’accesso a siti web. È una procedura che si è vista solo in paesi autoritari come la Cina”. In verità ci sono paesi, come il Regno Unito, in cui viene bloccato di default l’accesso a liste di siti che diffondono pornografia infantile e altri, come l’Australia, dove sono previste pesanti sanzioni contro quei provider che non bloccano quel genere di siti. Ma, fa notare qualcuno, tra pedopornografia e scommesse c’è di mezzo il mare, anche se sempre di censura si tratta.”
Vediamo di trarne qualche considerazione:
Cercano di proteggerci: non è vero.
Se da un lato i casinò online spesso sono truffaldini, è vero anche che così la gente sarà libera di spennarsi con il 53 su Venezia, solo per fare un esempio.
Vogliono solo ringalluzzire il gioco d’azzardo italiano.
Fanno bene perchè tanto anche gli altri lo fanno…: falso.
Primo perchè non sempre seguire gli altri è una cosa giusta, secondo perchè la censura è sbagliata. Punto.
Prima i casinò, poi i siti pornografici, poi perchè no, blog come questo… come succede in Cina.
Stiamo piano piano diventando peggio di uno stato islamico… mandiamo a casa questi coglioni. Perfavore.
NO A OGNI TIPO DI CENSURA SU INTERNET (e non solo, ovviamente, ma Internet è e deve restare libero)
A sti idioti auguro che possano venire marchiati a fuoco con il testo dell’articolo 21 della costituzione italiana.
A chi non credeva che in italia potesse tornare il fascismo, si ricreda, per piacere.