Le uscite di emergenza sono segnalate dall'apposita segnaletica di sicurezza
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popposoftPostato Domenica 18 Giugno 2006 alle ore 23:58:48.
Categorie: Calcio, Sport, Televisione, Trash.

Postato Lunedì 3 Aprile 2006 alle ore 18:39:09.
Categorie: Altri Siti, Calcio, Formula 1, Hattrick, Internet, Recensioni, Sport, Videogiochi.
E’ nato da pochissimi giorni un nuovo gioco online che si gioca con l’utilizzo del solo browser.
Si chiama F1 Project ed è ispirato al mitico Hattrick.
Certo non parla di calcio ma di Formula Uno, però Hattrick c’entra sempre. Non chiedetemi il perché.
Dovete solo iscrivervi e provarlo per capire il tipo di dipendenza che questi giochini possono darvi.

Buon divertimento!
p.s.: in questo momento le iscrizioni sono messe in coda e non sono accettate immediatamente, troppo potente sto giochino!
Postato Giovedì 16 Febbraio 2006 alle ore 14:00:05.
Categorie: Calcio, Censura, Internet, My Blog, Petizioni, Politica, Società.
Scriviamo questo post in modalità cross-blog. Questo significa che può essere trovato in forma identica in altri blog; il vantaggio è che l’articolo è a disposizione per un pubblico più vasto.
Abbiamo deciso di attuare questo tipo di iniziativa proprio per avere più lettori possibile, infatti l’argomento è delicato e sentiamo la necessità di sensibilizzare quanta più gente possibile.
Inizialmente questo post doveva parlare della vicenda calciolibero.com e coolstreaming.it
Tutto è nato quando Sky si è accorta dell’esistenza dei due siti in questione, che mettevano a disposizione degli utenti una lista di link a siti stranieri (anche cinesi) dai quali è possibile vedere in streaming alcune partite di calcio di serie A e centinaia di altri eventi sportivi europei e mondiali. Ovviamente Sky è insorta per un presunto furto di quello per cui aveva pagato, di conseguenza ha fatto un esposto alla Guardia di Finanza, che ha inizialmente sequestrato i due siti.
Rendendosi conto dell’inutilità dell’operazione (coolstreaming.it ha riaperto quasi subito cambiando il dominio in .us) i giornali hanno cominciato a spargere la voce che la Guardia di Finanza avesse già ottenuto i permessi dai giudici per trovare in fretta una seconda soluzione al problema: il blocco degli indirizzi IP stranieri dai quali si usufruiva dei filmati. Questo ottenuto tramite l’”aiuto” degli ISP (Internet Service Provider) italiani che avrebbero dovuto quindi impostare dei filtri su quegli IP specifici.
Risultato: non è mai stato chiaro se dall’Italia fosse ancora possibile raggiungere quei server sui servizi p2p offerti. Lo streaming pare andare ancora però. Sembra, inoltre, che i filtri su questi IP siano a discrezione dell’ISP.
Non c’è infatti alcuna legge della Repubblica Italiana che permetta uno scempio del genere. I siti sequestrati sono stati accusati di violazione dell’articolo 171 comma 1 lettera a bis) della legge 633/41 e successive modifiche e integrazioni.

È notizia recente che i due siti sono stati finalmente dissequestrati. Forse la Guardia di Finanza si è accorta di aver agito in maniera preventiva senza aver letto il codice penale. Forse.
Se volete approfondire il discorso leggetevi queste interviste che, a nostro parere, hanno avuto pochissimo risalto nei giorni scorsi, forse nullo, guarda caso.
* Intervista a “SmAiL” collaboratore del sito Coolstreaming.it
* Diritti tv, se è Grillo a censurare Sky… Dietro le quinte il comico incontra il fondatore di calciolibero.com
Sin qui il nostro attivismo potrebbe essere considerato come privo di senso, perché non si basa su dati di fatto. In attesa di conoscere i risvolti di questa vicenda, andiamo avanti.
Il 23 gennaio 2006 la Camera dei Deputati ha definitivamente approvato il testo di legge che segue, ad oggi ancora non in vigore: “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo INTERNET”
Crediamo di trovare il consenso di tutti se diciamo che l’abuso sessuale sui bambini è uno dei crimini più odiosi che l’uomo possa commettere; eppure questa legge (PDF) non ci convince.
ART. 4.1. Dopo l’articolo 600-quater del codice penale, come sostituito dall’articolo 3 della presente legge, è inserito il seguente:
ART. 600-quater. 1. (Pornografia virtuale). Le disposizioni di cui agli articoli 600-ter e 600-quater si applicano anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse, ma la pena è diminuita di un terzo.
Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali.
e ancora
ART. 14-quater. - (Utilizzo di strumenti tecnici per impedire l’accesso ai siti che diffondono materiale pedopornografico) -1. I fornitori di connettività alla rete INTERNET, al fine di impedire l’accesso ai siti segnalati dal Centro, sono obbligati ad utilizzare gli strumenti di filtraggio e le relative soluzioni tecnologiche conformi ai requisiti individuati con decreto del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il Ministro per l’innovazione e le tecnologie e sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei fornitori di connettività della rete INTERNET. Con il medesimo decreto viene altresì indicato il termine entro il quale i fornitori di connettività alla rete INTERNET devono dotarsi degli strumenti di filtraggio.
Quindi lo Stato combatte la pedofilia a monte, impedendo di fatto, con una censura, la visione di suddetto materiale.
Tra l’altro secondo questo testo diventa automaticamente punita anche la presunzione di reato e non è prevista la pubblicazione, su qualsivoglia mezzo, degli elenchi di indirizzi IP filtrati.
Un paese civile potrebbe agire così: imporre la chiusura dei siti su cui si ha il potere di farlo (es: domini.it) e chiedere le rogatorie internazionali per denunciare i siti esteri che sfruttano la pornografia infantile. La pedofilia, con questa legge imprecisa e scritta in fretta, diventa quindi una “scusa” per poter imporre i filtri di stato in stile cinese: il popolo è tutelato, le proteste sono soffocate dentro una nube di paura, ignoranza e miopia: “in qualche modo bisogna pur limitare la diffusione del pedo-porno”, “non vuoi che blocchino i siti dei pedofili?”.
Questa antipedofilia “idiota” è forse peggio della pedofilia stessa.
Dobbiamo cercare di capire, e fare capire, che qualsiasi filtro (buono o cattivo che sia) è una limitazione della nostra libertà come cittadini di uno stato democratico, che lo stato non può decidere per noi cosa possiamo vedere e cosa no, che lo stato non può proporci una sua visione morale con la repressione. La pedofilia andrebbe colpita con la cultura, non con la repressione. La stragrande maggioranza delle persone non ha perversioni pedofile, ed è ingiusto subire una limitazione delle nostre libertà solo perché lo Stato non è capace di arginare e di punire i veri criminali. E’ brutto dirlo, ma ribadiamo: in questo modo la pedofilia è solo un pretesto per introdurre altri tipi di censura. E se non lo è, potrbbe diventarlo.
Non siete d’accordo? Allora diteci perché il Ministero delle Finanze, proprio qualche giorno fa, ha decretato altri filtri che colpiscono il gioco d’azzardo, in questo caso almeno hanno reso pubblica la lista degli indirizzi non raggiungibili dall’italia (PDF).
Anche in questo caso, in una prima analisi, siamo tutti d’accordo che il gioco d’azzardo è illegale in Italia. Ma stavolta se hai l’autorizzazione dello Stato si può fare. Ecco l’inghippo. Stavolta vi è chiaro il quadro?
La verità consiste nella tutela dell’interesse economico italiano e non, come annunciato dal direttore dell’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), per tutelare i cittadini che comunque saranno ancora liberissimi di rovinarsi con il 53 su Venezia. Scrive AssoPoker: “Quindi lo Stato oscura i siti di scommesse per tutelarci e salvaguardarci… Un po’ come alcuni popoli africani che praticano l’infibulazione per tutelare le loro donne da eventuali orgasmi da infarto.”
Queste azioni non si sognerebbero mai di farle su altri media. La popolazione italiana è insorta solo perchè Mediaset ha deciso di trasmettere Il Grande Fratello 6 solo su digitale terrestre. Internet è ancora piccola in Italia, il blog più visitato è quello di Beppe Grillo, con 150mila accessi giornalieri (circa). Vi sembrano tanti? Forse no, se confrontati agli 800mila spettatori di un programma serale di La7.
Non abbiamo i numeri, dobbiamo fare capire agli altri il problema che stiamo correndo. Può andare veloce quanto vuole Valentino Rossi, ma su Internet se le cose vanno avanti così, ci si troverà davanti sempre più muri…
Come se non bastasse questi colpi bassi arrivano a legislatura finita, sotto il silenzio totale di televisioni e giornali, troppo occupati nel descrivere i litigi dei politicanti in campagna elettorale.
Cosa possiamo fare, quindi? Alcune iniziative sono già nate, e suggeriamo di aderire a queste, ma anche di fare girare queste informazioni, perché la gente deve sapere.
* Tunisi Mon Amour - Per una Carta dei Diritti della Rete
* Petizione contro blocco IP con mail ai provider
Se vi state chiedendo se esiste una soluzione per aggirare queste censure, potete cominciare ad usare Tor o ad usare i Proxy stranieri. È anche lo stesso sistema usato in Cina per aggirare i filtri statali. (ora non vi scandalizza più il paragone con la Cina, vero?)
E’ importante informarsi. Sopportare questi soprusi ci porterà ad accettare via via sempre più limitazioni alle nostre libertà.
Dai nostri blog
* http://www.popposoft.it/category/censura/
* http://loman.it/in_italia_come_in_cina_censura_dei_server_forestieri
Dagli altri blog
* http://sostenibile.blogosfere.it/2006/01/cartellino_ross.html
* http://www.beppegrillo.it/2006/01/fate_skyfo.html
* http://www.downloadblog.it/post/1359/coolstreaming-risorto-si-autoregolamenta-p2ptv-iptv-calcio
* http://www.downloadblog.it/post/1405/coolstreaming-e-calciolibero-dissequestrati
* http://www.lastknight.com/2006/02/13/censura-11-dopo-sky-offline-i-siti-di-gioco-di-azzardo/
Dai giornali e dagli altri organi di informazione
* http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo294350.shtml
* http://punto-informatico.it/p.asp?i=57857&r=PI
* http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/
2006/02_Febbraio/13/giochivietati.shtml
Cosa dicono dell’Italia all’estero
* Il rapporto 2004 della Freedom House (dal 2004 l’Italia è stato retrocesso da paese libero a paese parzialmente libero per quanto riguarda la libertà di stampa)
* Il rapporto 2005 della Freedom House
Inoltre vi ricordiamo che questo post puo essere letto sui seguenti blog:
* post_cross-blog su loman.it
* post_cross-blog su popposoft.it
Se anche tu hai un blog, ti interessa l’argomento e vuoi inserire questo post, puoi tranquillamente copiare e incollare il testo e segnalare il trackback su questo post. Se vuoi apportare delle modifiche ti prego di segnalarcele, decideremo insieme quali apportare.
Postato Giovedì 2 Febbraio 2006 alle ore 2:06:30.
Categorie: Altri Siti, Calcio, Censura, Internet, Televisione.
Giorni fa ho scritto un articolo sulla questione Calciolibero e Coolstreaming. Questi due portali, a quanto pare, hanno scaturito le ire di Sky TV (Italia) e di conseguenza hanno provocato una reazione a catena spaventosa, ma quel che è peggio, inquietante.
Ho voluto approfondire.
Sulla carta stampata: silenzio.
Sui quotidiani online: silenzio.
In tv: figuriamoci.
Beppegrillo.it: si è occupato di altro, per forza, ce ne sono di cose schifose nel mondo.
Punto informatico: bene. (Mi riferisco a questo articolo: http://punto-informatico.it/p.asp?i=57600&r=PI)
L’unica fonte seria di informazione, come sappiamo, è Internet stessa. Basta saper usare in maniera intelligente i motori di ricerca. E non parlo di strane tecniche hacker del terzo millennio, ma di avere un briciolo di sagacia e saper scrivere “sky censura” su google.com.
Vediamo che cosa veramente è stato detto, che cosa si cerca di nascondere, e che cosa subiremo in caso di conseguenze infauste della vicenda.
Tutto questo lo faccio non perché particolarmente interessato nella visione delle partite di calcio. Il calcio mi interessa relativamente. Da questo punto di vista il Mac che possiedo è un po’ handicappato perché non ha una vasta gamma di software funzionanti che possano collegarsi alle televisioni p2p, quindi si può dire che di queste fantomatiche partite io ne ho sempre sentito parlare e basta. Inoltre vorrei essere preciso, sono fatto così, quindi eventualmente ho modo di correggere il tiro se ci fosse qualche imprecisione nel mio precedente articolo.
Mi dà molto fastidio, invece, che per alcune stupidissime partite di calcio, in Italia si possa arrivare a misure dittatoriali per proteggere gli interessi di un privato, rischiando di ledere in maniera profonda i diritti dei cittadini di uno stato democratico.
Ma facciamo il punto della situazione. Parto da questo sito, che è il primo che ho trovato inerente alle chiavi di ricerca che ho inserito all’inizio.
* http://loman.it/in_italia_come_in_cina_censura_dei_server_forestieri
Cito:
Forse è reato rendere noti dei link di risorse disponibili liberamente su Internet?
…
Come se non bastasse i giornalisti hanno dimostrato ancora una volta di non fare il proprio lavoro. Hanno riempito di così tante imprecisioni e vaccate i loro articoli che potrei farci un post ad-hoc. E mi hanno costretto ad approfondire.
Questo blog inoltre contiene altri link da leggere attentamente. Ringrazio molto l’autore di questo articolo, che pur non essendo un giornalista, come lui stesso ammette, compie un lavoro di ricerca e di indagine davvero prezioso perché davvero non se ne parla più.
Le menzogne e/o le imprecisioni
* http://www.ikaro.net/articoli/cnt/coolstreaming_calcio-00241.html
Cito:
Da come riportato da repubblica.it e numerose altre testate on line in maniera identica (evidentemente riportando la stessa nota di agenzia) si apprende che “…il meccanismo era piuttosto complesso. Il segnale video veniva rubato da due network cinesi che trasmettevano lecitamente le partite. Gli organizzatori dei siti lo mettevano poi a disposizione su Internet…”
Terribile. Niente di più macchinosamente e artificiosamente falso.
Come riporta lo stesso sito:
Gli eventi in questione, e quindi le partite italiane della serie A e B di calcio vengono trasmessi legalmente da moltissime emittenti estere (ribadisco, moltissime. Cinesi, Brasiliane, Coerane e molte altre, non -due canali cinesi-). Molte di queste emittenti trasmettono il proprio segnale anche in internet, esattamente come fa la Rai per documentari, fiction e molto altro.
…
ma collegarsi ad una trasmissione LIVE di per sè non costituisce alcun reato.Un segnale è un segnale e basta, non può “essere rubato”. Viene inviato dal broadcast a tutta la rete e visualizzato tramite il proprio indirizzo. Anche senza collegarsi a coolstreaming.it oppure a calciolibero.com è possibile trovare in rete gli indirizzi delle trasmissioni live pressochè dappertutto, qui ad esempio, un sito che non ha assolutamente nulla di illegale.
…
Non si ruba un segnale. Non ha alcun senso una tale affermazione in quanto tecnicamente scorretta e per di più tende a criminalizzare ingiustamente.Accettando anche il concetto che ciò [linkare questi stream N.d.P.] non sia consentito (concetto per altro assolutamente da dimostrare), c’è una bella differenza con l’affermare che “si ruba un segnale illegalmente e si diffonde tramire i propri programmi” in quanto tale concetto è sbagliato tecnicamente e scorretto eticamente.
Chi nasconde cosa
* http://www.minimarketing.it/2006/01/sky-che-autogol.html
Cito:
“Non potendo intervenire direttamente in Cina [ma come abbiamo scoperto prima, non si tratta solo di Cina N.d.P.], per la prima volta la Guardia di Finanza si è rivolta ai maggiori fornitori di servizi Internet italiani e ha chiesto loro «di inibire agli utenti italiani l’accesso ai server cinesi» e non solo, perché gli investigatori compileranno una vera e propria «black list» di siti a cui non sarà permesso l’accesso dall’Italia.”
la cosa non mi piace per niente. Black list? Server non visibili? Inizia la censura e per cosa, perché un’azienda privata teme per i propri abbonamenti al calcio? Oh, ma siamo in Iran? Attenzione che quando iniziano queste cose, non si sa come finiscono.
Ebbene? Che conseguenze possiamo trarre da questi approfondimenti?
Il vuoto legislativo che c’è impone alle autorità di mettere sotto processo delle singole persone che per passione raccoglievano e cercavano link per poter vedere due partite di calcio, con una qualità scandalosamente bassa e con commento in cinese. Se non è passione questa…
Credo che l’arroganza della Guardia di Finanza sia palese.
Inoltre Sky non ci fa una gran figura…
Cito ancora da http://www.minimarketing.it/2006/01/sky-che-autogol.html
Sky con l’intervento della Guardia di Finanza è riuscita a trasformare un servizio semisconosciuto in un fenomeno di cui si parla al Bar Sport. Che danno facevano a Sky un migliaio di smanettoni che non si possono nemmeno permettere una scheda digitale terrestre di Mediaset? Sicuramente questi mai faranno un abbonamento da 40 euro mese al satellite. Comunque da ora gli smanettoni troveranno altri siti, sempre che ce ne sia bisogno, e in più diventeranno duemila, grazie alle PR di Sky.
Volete ridere? Il “bollino” in questione che di fatto defaccia la pagina dei due siti è contrario a qualsiasi standard del w3c e del buon senso (colori veramente fuori moda e orrendi).
Una bella immagine unica contentente del testo all’interno in un tag img senza l’attributo alt, che la rende illeggibile a qualsiasi browser testuale e alle sintesi vocali per ipovedenti o non vedenti. Ridicolo.
Quel che è certo è che, come ho detto io nel primo articolo, la Guardia di Finanza in questo momento è un organo al di sopra della legge. Si aprirebbe un precedente pericolosissimo se questi filtri venissero realizzati.
Io in prima persona mi sto attivando per “rompere i coglioni” agli organi di stampa più blasonati e cioè Punto Informatico, il blog di Beppe Grillo, la raccolta degli articoli dei blog più interessanti di Libero, il sito di Daniele Luttazzi, i siti dei quotidiani online più famosi, tra i quali Repubblica.it e Corriere.it, il senatore della Repubblica Fiorello Cortiana e tanti altri.
Per ora, ho ricevuto risposta solo da Punto Informatico, il che è tutto dire…
I motivi sono 2: o siamo tutti così stupidi da non capire il pericolo che stiamo correndo, oppure tutti ritengono che i metodi cinesi di censura preventiva siano giusti.
Io la Cina o l’Iran o Cuba, giusto per citare alcuni stati liberi, non ce li voglio in casa mia.
Anche voi, se state leggendo questo articolo, per favore diffondetelo, con tutti i mezzi che potete. Linkatelo, stampatelo e affiggetelo in qualche bacheca, mandatevelo per email, ma fate qualcosa. E’ giusto lottare per la libertà di parola e di espressione. Non facciamoci fottere con questi stratagemmi di controllo dittatoriale.
Alcuni link interessanti:
http://www.mantellini.it/
http://bertola.eu.org/
che sono due collaboratori di Punto Informatico
P.S.: E’ notizia degli ultimi minuti che la famiglia Gaucci è andata in carcere per le vicende collegate alle squadre di calcio presiedute negli anni passati… bello il mondo del calcio eh?
Ora non vi potrete più meravigliare se succederanno queste porcherie…
Postato Lunedì 30 Gennaio 2006 alle ore 18:08:09.
Categorie: Calcio, Censura, Internet, Politica, Radio, Società, Televisione.
Sotto il silenzio totale di giornali, televisioni, ma quel che è peggio anche di blog e quotidiani online sta per accadere la più grossa ingiustizia che l’Italia possa mai concepire.
Da alcuni giorni sono stati chiusi alcuni siti internet che fornivano indicazioni e link per vedere sul proprio personal computer partite di calcio del campionato italiano di Serie A.
Tutto parte dalla denuncia di Sky Italia, la piattaforma satellitare che detiene alcuni diritti per la visione delle partite.
www.calciolibero.com e www.coolstreaming.it sono sotto indagine della Guardia di Finanza e sono stati oscurati.
Già questo dovrebbe scandalizzarci, ma non basta.
Lo stato italiano sta imponendo ai provider il filtro degli indirizzi IP cinesi che trasmettono le partite.
Non afferrate il problema?
Le pagine sequestrate fornivano solo ed esclusivamente l’informazione necessaria per potersi collegare a queste televisioni cinesi che trasmettono in streaming su Internet tramite alcuni software.
Questi software si basano sulla tecnologia p2p (peer to peer). Non soltanto sono perfettamente legali, ma non compiono nessun atto “pirata”, come i giornali volevano farci credere.
Non viene in alcun modo piratato il segnale di Sky, viene semplicemente ritrasmesso il segnale legalmente acquistato dalle televisioni cinesi (probabilmente però i diritti consentirebbero la ritrasmissione in streaming per il solo suolo cinese).
Se CCTV5 (emittente cinese) effettua lo streaming sul suolo cinese non commette nessun reato. Se qualche ditta “esporta” lo streaming con questi software p2p e commette un reato allora Sky dovrebbe pretendere che i cinesi blocchino i segnali che non hanno diritto di trasmettere nel mondo.
La cosa indecente è che da un anno SKY è fuorilegge, da quando ha imposto i suoi decoder che utilizzano una codifica proprietaria vietando di fatto la libera concorrenza sulla produzione dei dedoder.
Sky (che è un semplice privato, vorrei ricordarlo) non può e non si deve permettere di usare la Guardia di Finanza per oscurare a prescindere alcuni indirizzi IP tramite la rete Internet italiana.
Lo Stato Italiano, sempre più servo degli interessi delle multinazionali si piega al volere di Sky, che pretende di risolvere il problema al contrario.
Oscura dall’Italia, mentre dovrebbe rivalersi sulle televisioni cinesi.
Questa è una limitazione della nostra libertà, è palese. Se io ad esempio volessi vedere gli altri contenuti perfettamente legali delle televisioni cinesi? Ci sono tanti altri eventi sportivi interessanti, mica solo le partite di calcio italiane, non credete?
E perché questo non accade in Germania o in Francia? E’ una cosa che non va permessa, neppure in attesa di risolvere l’illecito. E’ un precedente pericolosissimo. Mi intristisce notare che non se ne afferri l’importanza. Non possono impedirci di vedere queste cose. La censura è sbagliata a prescindere. Ancor peggio se è preventiva.
Inoltre è una soluzione assolutamente aggirabile, tramite alcuni proxy. Per le questioni tecniche necessarie per scavalcare queste censure vi rimando ai motori di ricerca. Non è nelle mie intenzioni fare un articolo per soli esperti in informatica. Ripeto: divulgare l’informazione dell’esistenza di un meccanismo per ricevere uno streaming è cosa perfettamente legale e già l’oscuramento di due siti dovrebbe bastarci per scandalizzarci, ma invece no. Siamo italiani e subiamo tutti giorni questo ed altro. Nemmeno la censura preventiva ci scandalizza più.
Sapete perché Sky preferisce far così? E’ ovvio, se andasse dai cinesi a fare loro un culo così (come meriterebbero, se una cosa è illegale, è illegale, non difendo chi commette un reato) perderebbe un sacco di soldi e indirettamente una gran fetta di mercato.
Le partite italiane vengono trasmesse dall’Italia? I cinesi le ritrasmettono a sbafo? Cara Sky, smetti di trasmetterle in Cina. E’ così semplice…
Così invece Sky si tiene i soldi dei cinesi, mentre i suoi interessi vengono tutelati usando la Guardia di Finanza (che è pagata dai contribuenti) ed i provider (che scaricheranno i costi dei filtri sui loro utenti).
Domenica pomeriggio, un maggiore della GdF intervistato in una trasmissione del servizio pubblico Radio Rai 2, ha affermato che i filtri preventivi sono cosa buona e giusta.
Sollecito i conduttori della trasmissione Catersport ad alzare la voce, e ad approfondire il loro punto di vista sulla questione che è di importanza vitale per uno stato democratico.
Anche Beppe Grillo, tramite il suo blog www.beppegrillo.it ha sollevato il problema, ma a mio avviso non ha centrato il bersaglio grosso.
Non porre l’attenzione sul problema dei filtri che lo Stato vorrebbe imporre ai provider italiani è un errore e spero che quanto prima anche Grillo alzi la voce su questo problema, in maniera seria, completando l’informazione che ha dato a metà.
Ci fa tanto schifo la dittatura cinese, quando invece non ci accorgiamo che ce l’abbiamo già in casa nostra. Ci siamo già in Cina.
Alziamo la voce. E’ ancora un nostro diritto.
Grazie a Ramesse per il contributo